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Presentazione associazione


L’Associazione Vita Indipendente nasce di fatto nel 1992, ma si costituisce formalmente nel 1997. Opera in Toscana. Comprende persone con disabilità residenti su tutto il territorio della Toscana ed interloquisce con un nutrito gruppo di sostenitori. L’Associazione Vita Indipendente ha due caratteristiche distintive. La prima è che i suoi soci sono esclusivamente “persone con accertata disabilità che necessitano di assistenza personale e dichiarano di voler fare vita indipendente” ( ), e solo esse esercitano il potere decisionale. Il secondo aspetto innovativo della nostra Associazione consiste nella non distinzione tra le diverse tipologie di disabilità, nel senso che già attualmente abbiamo soci poliomielitici, spastici, distrofici, para-tetraplegici, non vedenti ed ipovedenti.

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La Delibera della Giunta della Regione Toscana del dicembre 2009 cosiddetta sulla vita indipendente

Sintesi
In questo scritto si sostiene che la Delibera della Regione qui in esame è fatta in modo che:
La cifra stanziata e il massimale individuale sono irrisori, però, nell’ottica di stampo ottocentesco della beneficienza pubblica, chi non ha alternative può subire il ricatto di essere disposto a tutto pur di avere anche questi pochi soldi.
Per chi ha gravi disabilità e vive da solo viene creata dipendenza, e non indipendenza, e si lasciano ampi spazi per gli abusi ed i maltrattamenti;
Si lasciano ampi spazi al fenomeno dei “falsi invalidi”, in maniera perfino più sfacciata di quanto faceva la vecchia DC.

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Da 3 mesi la Regione Toscana lascia i disabili gravi senza assistenza personale



Scandicci, 25 marzo 2010

In molti paesi dell’Occidente da parecchi anni è ormai normale l’assistenza ai disabili come vita indipendente.

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Osservazioni alla Proposta di Legge Regione Toscana n. 372 Accreditamento delle strutture...

Osservazioni alla Proposta di Legge Regione Toscana n. 372  “Accreditamento delle strutture e dei servizi alla persona del sistema sociale integrato”.

  Per quanto riguarda questa proposta di legge, va rilevato innanzitutto che certamente è encomiabile l'intento di voler assicurare una determinata qualità dei servizi assistenziali forniti nell'ambito della Regione Toscana.    Sempre che negli accreditamenti si badi soltanto alla qualità delle prestazioni.

  Con pari rilievo va tuttavia osservato che un conto è la situazione delle persone che ricorrono all'assistenza diretta perché non hanno la capacità o la volontà di provvedere da se stesse alla qualità delle prestazioni.

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Emendamenti alla proposta di linee guida della Regione sulla vita indipendente

Crediamo sia importante per le persone disabili che attendono da tempo una risoluzione delle incertezze che esistono per coloro che credono nelle proprie capacità di autodeterminarsi ed auto condurre un proprio stile di vita, nonostante la presenza della disabilità, sottoporre a Lei, assessore Salvadori, le nostre osservazioni sulle linee guida che sta per varare. Gliele presentiamo sotto forma di emendamenti, facendo riferimento al testo stampato che ci è giunto giovedì 22 ottobre scorso.
Le chiediamo fortemente di tenere nella massima considerazione queste nostre richieste perché non riguardano questioni di organizzazione interna di qualche ufficio, bensì ci sono di mezzo i diritti fondamentali di molte persone disabili, sulle quali, secondo consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale, conferiscono i valori fondamentali della Costituzione.

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Dalla conferenza di torino: la stagnazione o il mutamento?

DALLA CONFERENZA DI TORINO: LA STAGNAZIONE O IL MUTAMENTO?!........

di Claudio Roberti

“Sulla stagnazione”…..

A distanza di circa un mese dall’evento ritengo che sia utile tornarci sopra tentando di articolare qualche analisi critica dopo tanta (troppa) cronaca da punti di vista più o meno variegati.

Intanto, il primo dato cognitivo che emerge dalla Conferenza di Torino risiede nel fatto che ciò che avevo “previsto” altrove (*) si è  sostanzialmente verificato. Attenzione, qui non si tratta della famosa “profezia che si auto determina” di T. Hobbes, ma solo del risultato di una qualche capacità nell’applicare delle categorie analitiche alle tematiche che ci riguardano. Inoltre, ribadisco che quella persona disabile comune che è in me (da cui evidentemente non posso separarmi) avrebbe voluto darmi torto, ma purtroppo sta di fatto che quella parte del mio “sdoppiamento” esce perdente……

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Pagare per le auto dei disabili parcheggiate nelle strisce blu?

La Corte di cassazione civile, sez. II, con sentenza del 05-10-2009, n. 21271, ha stabilito che i comuni possono far pagare le auto con contrassegno arancione che parcheggiano nei posti auto segnati con le strisce blu.
In primo luogo va evidenziato che in questa sentenza la Corte di cassazione ha ribadito due punti a favore delle persone disabili:
in primo luogo ha ribadito che è dovere della Repubblica agevolare la mobilità delle persone disabili con la propria auto;
in secondo luogo la Corte ha ricordato che per i comuni è una facoltà, e non un dovere, far pagare i disabili per parcheggiare la propria auto nelle strisce blu.

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Commento alla bozza di Linee-guida per la predisposizione dei progetti di 'Vita Indipendente” presentata dalla Regione Toscana

Commento alla bozza di “Linee-guida per la predisposizione dei progetti di 'Vita Indipendente'” presentata dalla Regione Toscana il 30 luglio 2009

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