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Dalla conferenza di torino: la stagnazione o il mutamento?
DALLA CONFERENZA DI TORINO: LA STAGNAZIONE O IL MUTAMENTO?!........
di Claudio Roberti
“Sulla stagnazione”…..
A distanza di circa un mese dall’evento ritengo che sia utile tornarci sopra tentando di articolare qualche analisi critica dopo tanta (troppa) cronaca da punti di vista più o meno variegati.
Intanto, il primo dato cognitivo che emerge dalla Conferenza di Torino risiede nel fatto che ciò che avevo “previsto” altrove (*) si è sostanzialmente verificato. Attenzione, qui non si tratta della famosa “profezia che si auto determina” di T. Hobbes, ma solo del risultato di una qualche capacità nell’applicare delle categorie analitiche alle tematiche che ci riguardano. Inoltre, ribadisco che quella persona disabile comune che è in me (da cui evidentemente non posso separarmi) avrebbe voluto darmi torto, ma purtroppo sta di fatto che quella parte del mio “sdoppiamento” esce perdente……
Venendo a quanto accaduto, posiamo affermare che le variabili positive espresse da quell’evento istituzionale sono veramente poche ed agevolmente elencabili: 1) La “Lectio Magistralis” della Prof. M. R. Saulle, dove ella si è spesa in una disamina di ampio respiro fondando sul triplo ruolo di Donna - Studiosa – Magistrato. Quelle articolazioni sulla C. ONU si rivelano per essere molto interessanti non solo per motivi teorici, ma preminentemente rispetto a finalizzazioni concrete vertenti a CAMBIAMENTI ESIGIBILI. Dalle parole del Professore – Giudice Saulle si evince che il discorso è tutto in fieri e noi persone disabili comuni abbiamo il DIRITTO / DOVERE di impegnare tutta la nostra DETERMINAZIONE per perseguire tale percorso fino in fondo. Per quanto possibile sono stati già mossi i primi passi in tal senso, però è fin troppo evidente che si tratta di itinerari medio – lunghi necessitanti per forza di cose di un’ORGANIZZAZIONE dal profilo minimamente COMLESSO. Su questo si dovrà tornare più volte, in varie forme; 2) In quel contesto le persone disabili comuni hanno dimostrato ampiamente di avere notevoli capacità in termini di ELABORAZIONE CRITICA > PROPOSTA. Inoltre, a fronte del “pericolo” derivante da strane e più o meno….singolari elucubrazioni, hanno dimostrato di SAPERSI COMPATTARE!.......Il dato è piuttosto interessante perché con tale atto si è evidenziato che vi sono risorse affinché si possano SUPERARE DIVISIONI, malgrado bisogna mettere in conto che molte di esse sono calcificate e restano (purtroppo) FONDATE SU FATTI CONCRETI. Su questa necessità retta sull’INTERESSE COMUNE imposto da un versante dal nostro SOPRAVVIVERE (vedi prospettiva da istituzioni totali – serragli….) e dall’altro dal DIRITTO AD UNA QUALITA’DELLA VITA ALMENO DIGNITOSA, è indispensabile RIFLETTERE CON ATTENZIONE. Comunque su questi fatti cruciali tornerò nel paragrafo seguente con qualche proposta concreta – mirata su obbiettivi almeno minimali.
A sua volta concludo con quel segmento di positività sottolineando che dal citato contesto è emerso il seguente ulteriore dato: tra le persone disabili vi sono risorse umane – intellettuali molto INTERESSANTI ai fini delle nostre GRANDI CAUSE UNIVERSALI e qualcuna di queste è emersa con chiarezza anche tra i cosi detti “rapporteur”! In ogni caso si tratta di risorse lasciate – abbandonate ad un “fai da te” che troppo sovente giace nell’isolamento a al massimo nella mal – sotto utilizzazione, talvolta ridotta a mera estemporaneità. In ogni caso, in questa configurazione NON VI E’ NULLA DI SISTEMATICO dal punto di vista degli interessi UNIVRSALI. Nel contempo tale situazione finisce per funzionare in termini SISTEMICI. Pertanto, talune fughe ed isolamenti individualistici – nichilistici vanno intesi preminentemente in tale chiave. In altri termini, bisogna fare adeguata attenzione alle relazioni CAUSA – EFFETTO. Certo, per vari e grandi motivi tutto questo è un MALE; noi abbiamo un grandissimo bisogno di OTTIMIZZARE SISTEMATICAMENTE le nostre risorse, intendendole anche come capacità cumulative e / o di interscambio / ricambio!
Spostando l’attenzione sul versante degli indirizzi governativi come da Relazione Introduttiva del Sottosegretario con Delega “attinente”, puntualmente rispecchiata da interventi verticistici ad opera di sedicenti esperti….. ecco che iniziamo ad addentrarci nelle dolenti note della Conferenza: Sono emerse delle chiare tendenze a favore di ragionamenti generico – buonistici dettati da modelli vecchi e scorretti verniciandoli con tanto di alone da C. ONU!.....
Con estremo candore trionfalistico adducente ad una “grande conquista”, da parte del Sottosegretario dedicato a “badare” alla kermes di Torino, sono stati svelati alcuni caratteri del prossimo DM inerente l’attuazione dell’Art. 3 della L. 18 / 09. Ovvero trattiamo di uno dei passaggi più sostanziali in materia di Ratifica inesigibile / ESIGIBILE della C. UNU. In buona sostanza si tratta di una sorta di “LODO PROPORZIONALE” in materia di componenti dell’“Osservatorio”. Da quanto emerso, dicitur che la QUOTA delle persone disabili dovrebbe ammontare ad un massimo (non è certo, ma per difetto) di 1/3, ovvero il 33,3 %. Questo vuol dire che in termini di astrazione matematica i NON disabili saranno il 66,6 %, ovvero una sorta di MAGGIORANZA QUALIFICATA STABILIZZATA per motivi ascrittivi, i disabili una MINORANZA per motivi prescrittivi. Diceva Paracelso: “Tutt’è nelle dosi”. Infatti, sono esattamente “LE DOSI” a costituire il problema.
A parte i notori motivi che attraggono verso istituti dove risiedono potere & danaro, non è peregrino ipotizzare che tale costruzione si riveli come una sorta di espediente elusivo rispetto alla C. ONU. Tutto ciò malgrado il suo disegno si identifichi diffusamente in quel noto aforisma – norma geopolitica – culturale del “Niente su di noi, senza di noi”. Attenzione, ecco che qui si apre lo scenario all’italiana del … “Tutto su di noi in presenza (acquiescente) di taluni di noi”! In subordine a quale recondito CRITERIO PRESCRITTIVO, in un Osservatorio Istituzionale che tratta di noi nella società di tutti, noi medesimi dobbiamo essere un’entità MINORITARIA A PLENUM CONTROLLATO PER PRE - DEFINIZIONE?!
La materia è negativa anche in termini prettamente culturali perché reitera quel vecchio modello secondo cui meritiamo un ferreo CONTROLLO - GUIDA. Certo, con questi presupposti diviene ostico recepire la Vita Indipendente!.....
A tutto questo si soggiunge un altro aspetto essenziale che perfeziona il teorema: “I CRITERI DA LIBERA DISCREZIONALITA’ POLITICA” a mezzo dei quali verrà SELEZIONATA quella “riserva – aliquota” di 1/3!.....Infatti, forse questo spiega perchè da parte di chi si fregia- pregia di “rappresentare” NON vi è stato ALCUN RIFERIMENTO e men che meno ACCENNO CRITICO verso questo disegno PRE - CONFEZIONATO. Ecco i prodromi di un ACQUIESCENZA ben consolidata! Evidentemente, quel che importa è ESSERE LI ed il “tavolo” prossimo servirà preminentemente ad entrare nei dettagli di questo!........
Francamente questa faccenda è surreale…..anacronistica, sembra di trattare di un’istituto medievale, un cimelio da stato pre – moderno. Nella mente ricorre il XXVIII ° secolo; la Francia degli Stati Generali ed il Terzo Stato…..solo che purtroppo noi non siamo l’ascendente borghesia e pertanto il risultato della partita sarà (al meglio) di 2 – 1, con il solo godimento di chi acquisirà benefici per sé e per i suoi di quel…. “gol”!....
Ecco svelati taluni dei più pesanti (gravi) usi “DOPPI” che si vuole fare di quel grande strumento geopolitico – culturale. La verità è che NON vi è ritegno né freno, qui siamo al massimo dei miscugli demagogico – mistificatori. Che altro scrivere su questa amara realtà deprivata in termini consociativi di etica politica?.....
Per ora è meglio entrare negli ulteriori dettagli di ciò che è venuto fuori secondo i più discussi ordini di questioni: si è parlato ancora una volta di inserimento scolastico e questo a distanza di più di 30 anni dalla L 517/77! Senza capire – voler concepire che necessitiamo di INTEGRAZIONE – INCLUSIONE nel sistema dell’istruzione pubblica, a tutti i suoi livelli!
Poi è stata reiterata una tendenza “subdola – criptata” a liquidare frettolosamente il COLLOCAMENTO MIRATO come da L. 68/99, senza conoscerlo – praticarlo in forme serie – sistematiche. Infatti, questo sarebbe potuto avvenire solo recependo gli ICF – OMS come strumento di legge. Di contro si vuole che gli ICF restino ancora alla stregua di una costruzione teoretica > astrusa e simultaneamente si dicono sciocchezze sul collocamento mirato. Le ragioni di queste “stranezze” sono stratificate, le ho trattate nel precedente elaborato. Comunque nell’altro paragrafo vi tornerò perché la questione è centrale – funzionale alla luce della medesima esigibilità dei contenuti della C. UNU.
Restando al lavoro, è stata sottolineata la necessità di considerare la variabile disabilità come elemento usurante nell ‘esercizio dell’attività produttiva ai fini pensionistici. Anche su questo importante aspetto emerge un’interlocuzione NULLA!
In materia di barriere architettoniche – mobilità è emersa quella solita e lapalissiana tendenza vertente a celebrare la necessità di un territorio costruito per tutti. Questo lo sappiamo, ma qui occorre ESIGIBILITA’ SISTEMATICA ed il discorso si deve focalizzare inevitabilmente sui fondi ordinari come venne indirizzato dalla L 41 / 86 e sulla necessità di arrivare ad assumere modelli di controllo sulla QUALITA’ dell’architettura universale. A mezzo di altri contributi ho trattato dettagliatamente detta questione metodologica.
Giungendo ad un tema centrale per motivi di sostanza – strategia da PRESA IN CARICO SOCIALE, ecco che si impone la questione della V. I. Ivi immediatamente sono ESPLOSE una serie di “vulgate – corbellerie” vertenti a confondere l’assistenza domiciliare con la V. I. e tendenti a raffigurare la VERA V. I. come un qualcosa di strano, fumoso - utopico, forse adatto solo per le popolazioni disabili del nord Europa!........
Chi ha teorizzato quanto sopra ha dimenticato di spiegarci quale recondita teoria antropologica spiegherebbe le sue congetture pseudo apodittiche. Inoltre, stando alla realtà, ha anche dimenticato che in Spagna esiste la L. 39 /06, detta in breve “Ley de Dependencia”.
Di grazia, risulta che la Spagna non è un paese del nord Europa, ma un paese neo latino come il nostro ed a noi sociologicamente omogeneo secondo vari ordini di questioni. Il caso vuole che amo e conosco da tempo quella stupenda nazione – popolo! Di certo tutto è migliorabile, ma la “Ley de Dependencia” miete successi perché ottempera alle sue funzioni di rendere esigibilmente V. I. per chi la necessita!
In ogni caso è bene sottolineare che del “Gruppo 3 ° ogni contributo (anche spontaneo) è stato finalizzato con chiarezza ad UNA SOLA IDEA di V. I., quella INDIRETTA assimilabile almeno su grandi linee al ”modello Piemonte”, ovvero AUTODETERMINATA – AUTOGESTITA.
In stretta attinenza con la materia precedente è èmersa la questione dell’insostenibilità contributiva da parte delle persone disabili che necessitano di “badanti”, ancor più greve per chi NON lavora e vive di welfare state. Ossia una maggioranza massiccia, vedi dati i ISTAT di “disabilitàincifre”. La questione risiede nel fatto che in termini normativi le “colf / badanti” sono considerate ai fini fiscali e contributivi equivalenti. Per favore…..dovrebbe essere chiaro che non sono esattamente la stessa cosa quelle attività quotidiane inerenti rispettivamente l’atto di lucidare l’argenteria di casa e portare il cane a pisciare - cacare, con quelle di garantire OPERATIVITA’ MATERIALE verso una persona disabile! Circa faccende cosi elementari da “manualetto del sindacalista”, non si dovrebbe neanche dare adito a lamentele! Nel caso delle “badanti” (definizione infelice) sarebbe opportuno istituire una specifica fattispecie di CONTRIBUTI FIGURATIVI, come esiste per altre categorie ben più attrezzate – considerate. Questa problematica è seria, causa inesigibilità ed evasione - elusione contributiva. Rappresenta anche un impedimento verso la V. I. medesima. Essa costituisce una delle ragioni del fallimento dell’ultima “sanatoria”. Perché il Legislatore ignora tali vicende?.....Di fronte a queste piccole > grandi problematiche cadono le braccia…..si dimostra ancora una volta che NON disponiamo di ciò di cui necessiteremmo come l’aria - acqua: LA RAPPRESENTATIVITA’ POLITICA!
Circa le questioni del vivere / non vivere estremo, il tema si è rivelato ostico – dicotomico – problematico, per quanto mi riguarda le risposte sono nel dispiegamento / non della propria – singola potenza determinata.
In materia di disabilità – condizione femminile la Conferenza cosa ha espresso?....Non saprei dire!
Stando all’insieme delle tematiche, grazie a quel nostro EMPOWERMENT da intendersi NON necessariamente come un fatto eternamente da venire…. presso i Gruppi di Lavoro è stato CORRETTO IL TIRO (per quanto possibile) in merito all’ordine di questioni in parola.
In ogni caso resta da porsi le seguenti domande: Che destino avranno quei contenuti una volta arrivati in Parlamento? Ci arriveranno?....Se si, come – in che condizioni di distorsione ?... Quali – quante di quelle istanza passerebbero in provvedimenti?........
Da saperi acquisiti possiamo sottolineare che non è importante ciò che si pensa – si dice di voler fare, ma ciò che SI AFFERMA A MEZZO DI STRUMENTI FATTIVI!........
Pertanto quali sarebbero gli strumenti concreti da poter incidere sulla realtà in termini di esigibilità?........I quesiti non sono semplici, specialmente quelli aperti. Pur non essendovi certezze assolute in tali materie, gli indici negativi vi sono e non sono ascrivibili solo alle cose dette sin qui. Ecco che più avanti dirò qualcosa di sufficientemente significativo in materia di “conclusioni dei lavori”!.............
L’insieme di tale percorso chiama in causa ancora una volta la cruciale – spinosa – velenosa questione della famigerata “rappresentanza”!......... Tutti hanno ascoltato il verbo delle “federazioni”…….si è trattato di ragionamenti TROPPO, TROPPO, TROPPO E TROPPO…… OMISSIVI, GENERICI, TIEPIDI…..ALMENO PARZIALMENTE SOVRAPONIBILI – AMBIGUI ED IN ULTIMA ISTANZA DAI TRATTI RASSICURANTI, ACCOMODANTI - DOCILI. EVIDENTEMENTE TALE RAPPRESENTAZIONE NON E’ FUNZIONALE AGLI INTERESSI DI NOI ALTRI!!!.........
Ragioni e DANNI discendenti da tale STAGNAZIONE sono DIFFUSAMENTE CHIARI presso le persone disabili comuni, molto di più di quanto si possa pensare! Il vero snodo è nel avere il coraggio di manifestarlo palesemente e nel reperire SOLUZIONI che almeno parzialmente - gradualmente avviino una indispensabile SVOLTA! Già si è anticipato, su questo sarà bene tornare più avanti.
Stando alla Conferenza, in questo QUADRO CONTESTUALE D’ INSIEME si può intendere - decodificare con chiarezza la posizione del Ministro (riduttivamente) competente, ribadendo che la SOLA sua presenza sarebbe stata comunque INSUFFICIENTE ed i motivi di ciò sono stati articolati nel mio scritto che precedeva l’evento. In ogni caso, per spiegare adeguatamente quell’ASSENZA bisogna partire dai suoi prodromi: sin dalla prima settimana di settembre si è inscenato ad arte…. “La Tarantella - Minuetto del >> viene / non viene / ma verrà… / non verrà…[certo, avrà molto da fare in cose più importanti che occuparsi di disabili….] però non è detta l’ultima parola e sarà quel che sarà …..insomma un interessante tira e molla incentrato sull’incertezza governata non dal governo, ma dal destino ” << !.......
Attenzione all’inganno criptato, non si tratta del fato e neanche di tentennamenti assimilabili a quelli del famoso generale romano, Quinto Fabio Massimo “Il Temporeggiatore”. Tanto meno della Sindrome di Amleto che si è insinuata in un Ministro della Repubblica! Nulla di tutto ciò, quella è propaganda preparatoria ben studiata e si ascrive nell’ambito di una TECNICA PSICOLOGICA finalizzata gradatamente a far ELABORARE UNA MANCANZA. Infatti, grazie a tale tecnica si finisce per INTROIETTARE l’eventualità del….. “LUTTO” (ma si….si gratti, per favore)!.........In altre parole ti aiuta a farti una ragione di quella ASSENZA e finisci per ACCETTARLA – LEGITTIMARLA, malgrado contro voglia. Evidentemente si tratta di tecniche da MODELLO INDOTTO praticabili anche sui gruppi in varie forme aggregati ed oltre, ovvero ha valenza anche in termini di PSICOLOGIA SOCIALE.
Signori, il Ministro NON DOVEVA – POTEVA – VOLEVA VENIRE ed i motivi di questo PRE – SUPOSTO sono TUTTI decodificabili: Quelli su grandi linee di fondo li ho già disegnati nel precedente contributo e tanto basterebbe. Nello specifico possiamo dire che questo Ministro di codesto Governo NON ha ritenuto politicamente utile affrontare a viso aperto – impatto diretto quella “ROGNA SOCIALE” chiamata disabilità! Sarebbero venuti fuori impegni da Legge Finanziaria che NON può – vuole assumere; basta soltanto citare su tutto la faccenda torbida – inquietante – grave del mancato finanziamento prossimo futuro del “Fondo per le non autosufficienze”, la progressiva – rapida “liquefazione” delle prestazioni economiche (accompagno – pensioni), nonché tutta la materia giuslavorista da collocamento mirato, fino agli assistenti personali (badanti, contributi…..)!!!.........
Non dimenticando la QUESTIONE DELLE QUESTIONI: I famigerati contenti del notorio DM come da L. 18 / 09, su cui ragionare altrove e NON in Conferenza!.....
A tutto questo bisogna contemplare che il politico, ogni “animale” politico (dall’estrema destra all’estrema sinistra) cerca il CONSENSO, rifugge il dissenso. Il dissenso, se in particolare lo fiuta…. cerca ogni modo praticabile per ELUDERLO, anche a mezzo estremo di assenze - fughe!
Infatti, quale sarebbe stata la soluzione migliore per uscire da questa situazione in modo blindato? Molto semplice, ecco che viene fuori all’improvviso in tarda mattinata di sabato 03 / 10 il messaggio registrato. Questi è stato avallato adducendo la seguente circostanza giustificatoria: “Il Ministro ha avuto improvvisi ed improrogabili impegni”. Bene, bisogna considerare serenamente che chiunque e tanto più un Ministro può incorrere in imprevisti di tale tipo, ma qui si trattava di una scadenza Istituzionale già in ritardo di tre anni e definita ben prima in calendario.
A sua volta vi è da notare che quel messaggio è stato registrato nel suo Gabinetto al Ministero. Per esperienza politica sappiamo che per i fine settimana i Parlamentari tornano a casa, alias presso i collegi elettorali e questo sovente avviene il giovedì sera – giornata del venerdì. Allora, qui i conti non tornano, quando è stato registrato quel messaggio?! ….. Se in quella mattinata fosse stato al Ministero, perché NON ha optato per la VIDEOCONFERENNZA in luogo della comunicazione unilaterale?!.....Non si trovava al Ministero oppure ha ritenuto opportuno di NON interagire con le persone – cittadini disabili ed i loro rispettivi familiari – amici ed assistenti?!...
Non è peregrino ipotizzare che il filmato sia di giovedì – venerdì, non a caso al suo interno NON vi è stato alcun passaggio che si potesse collegare a quanto trattato in Conferenza, visto che vi sarebbe stato modo di informarlo. Un esempio pratico: dei riferimenti ai contenuti della lezione della Prof. Saulle.
Un tale che si chiamava Platone ci ha spiegato che la MENZOGNA è un fatto IMPEGNATIVO, perchè COMPLESSO!........
Signor Ministro, pare che chi scrive sia storpio, ma NON fesso!!!
Malgrado non si sia trattato di una mancanza da strapparsi i capelli e le vesti dalla disperazione, a fronte del declinare dalla presenza, da parte della platea vi è stato un tiepido malumore. In vero si è trattato di un modesto e rapido dissenso. In ogni caso ha riguardato una situazione umanamente comprensibile, democraticamente fisiologica. Non si scaldi troppo chi tra noi non gradisce il dissenso verso il Governo, tranne eccezioni è stata solo della semplice frustrazione da abbandono….. Però forse è bene farsi una ragione del fatto che in democrazia il dissenso politico è LEGITTIMO e variegato al punto di contemplare anche “esternazioni orali & corporee”!.....
Per essere chiari fino in fondo, la situazione della disabilità in Italia durante il precedente Governo necessitava di un CHIARO DISSENSO, OGGI ANCOR PIU’ NETTAMENTE!!!!
Tornando alla narrazione degli eventi, il Sottosegretario con fare pedagogico - maternalistico – casereccio si è affrettato a precisare che si trattava di un imprevisto ed in ogni caso proprio noi dobbiamo essere più abituati alle tecnologie, nicchiando sul fatto che il ministro NON ha optato per un mezzo interattivo….. rifugiandosi in quello UNILATERALE.
Stando ala trama del filmetto del Ministro, si è trattato di circa 15 minuti di storielle generiche – capziose tratte da quella favola chiamata “Libro bianco” (per noi probabilmente GRIGIO). Di positivo in quel raccontino vi è che siamo tutti ringiovaniti di molto - colpo, visto che ci ha regrediti addirittura all’età della TV dei ragazzi!..... Visti i contenuti - modalità narrative del narrato, potrebbe sembrare che per il Ministro saremmo solo quattro deficienti da rabbonire. Però probabilmente è solo l’auto – suggestione di alcuni mal pensanti presenti in loco.
Per motivi su cui sono prossimo ad entrare, è molto probabile che in ordine a questa serie di domande – obbiezioni e riflessioni da democrazia partecipata, stando la situazione DATA, NON avremo MAI delle risposte SERIE – CIRCOSTANZIATE. Infatti, il filmetto si conclude prendendo impegni affinché Governo e per esso il Ministro si apprestano ad “aprire un tavolo” con quei disabili, che CONTANO, coloro che sono dotati di POTERE DI DISPOSIZIONE – RAPPRESENTANZA.
A suggello, il Sottosegretario avrebbe dovuto trarre delle conclusioni in sostituzione del Ministro partendo dal lavoro di Commissione. Cosi non è stato perché le conclusioni sono state quelle del Ministro in versione REGISTRATA (PRE – CONFEZIONATA). Il segnale politico è stato tanto NETTO quanto CHIARO!!! Ecco che qui possiamo lasciare la III ^ Conferenza (….) ribadendo che gli unici elementi qualificanti – utili sono venuti dalla Prof. Saulle e dai contributi delle persone disabili comuni! Però i disabili comuni & affini sappiamo bene cosa sono – rappresentano questi riti – ritualizzati: dei parlatori – sfogatoi, ma non esagerando!....
Il vero DECIDERE risiede altrove…..su TAVOLI costruiti per essere PIEGHEVOLI, pertanto soggetti ad INCLINARSI SU DI UN LATO, quello degli insaziabili appetiti di taluni!.....Non a caso l’”Osservatorio” rappresenta una delle principali libagioni poste su quel tanto ambito DESCO!......
La nostra storia sociale da secolo breve e da età odierna ci dice che DETTO LATO di INCLINAZIONE E’ SEMPRE IL MEDESIMO, prescindendo o non dal dettaglio (per noi relativamente residuale) se governino quelli oppure quegli altri!!!…
In altre occasioni ho precisato che l’INDICE per verificare scientificamente la grande dicotomia tra le persone disabili comuni e quelle variamente ascrivibili ad elites – nomenklature risiede nel misure – ponderare cosa hanno gli uni a fronte degli altri in termini di privilegi derivanti da RES PUBBLIUCA, ovvero benefici che si traducono senza mezzi termini in QUANTITA’ > < QUALITA DELLA VITA privilegiata per una minoranza, penalizzata per una maggioranza.
I romani furono dei gran pragmatici e per spiegare dei fatti sostanziali = INTERESSI, dicevano che bisognava domandarsi: “QUI PRODEST” ?... (a chi giova?...) Ecco, a chi giova questo andazzo calcificato in forma di STAGNAZIONE?!.... Di certo NON alla MOLTITUDINE delle persone disabili.
Attenzione, questo significa innanzi tutto che quel poco di esigibile cha abbiamo è in fase di erosione > disfacimento. Tale tendenza macro, se posta a regime fagociterebbe anche quelle situazioni micro riscontrabili in alcune aree del paese.
“Sul mutamento”……
Gradatamente deve maturare e malgrado tanti ostacoli sta maturando una fase dove NON ci si deve solo fermare ad analizzare la realtà, ma partendo dalle variabili costitutive di detta realtà bisogna iniziare ad AGIRE PER IL MUTAMENTO. Per acquisire questo occorre inevitabilmente costruire almeno un minimo di COESSIONE ORGANIZZATIVA tra soggetti – entità recanti interessi SIMILI o quanto meno ASSIMILABILI > ASSEMBLABILI.
Per onestà intellettuale devo precisare che l’atto di analizzare sociologicamente la realtà a noi imposta, al fine di DE – LEGITTIMARLA, si rivela per essere segnatamente agevole e finanche gratificante per me. Per una serie di ragioni intellettive – intellettuali risalenti alla mia storia e struttura della personalità, di guisa in coerenza rispetto a quello che penso > dico, POSSO PERMETTERMI DI PERSEGUIRE IN QUSTA CONDOTTA. Di conseguenza potrei continuare reiteratamente secondo tale indirizzo. Affermando questo esprimo anche la serena consapevolezza che ciò mi ha creato poche amicizie, molte inimicizie. Questo è preventivabile, del resto talune relazioni umane devono essere QUALITATIVE, non quantitative…..poi per farsi una ragione ulteriore di questa realtà basta ricorrere ad A. Schopenhauer:”La solitudine è il destino di tutte le menti eccezionali”. Evidentemente si tratta solo di una provocazione nichilista al fine di puntualizzare e poi rilanciare….
In ogni caso tutto questo può rendere un quadro utile della realtà, ma comunque resta parziale. Detto quadro NON MI BASTA perché essenzialmente NON CI BASTA!
Pochi mesi fa è passato altrove il sociologo R. Dahrendorf, egli è stato uno studioso accademico di scuola weberiana impegnato da anni a studiare quei meccanismi che nelle società complesse giustappongono in varie forme il potere ed il conflitto. Egli fu un fautore dell’impegno civile – politico del sociologo e si spese in prima persona in tal senso. Teorizzò che la protesta – proposta sociale necessità di questo tipo di supporto tecnico.
Bene, per quelli che sono i miei mezzi intendo spendermi in tal senso verso la nostra tematica.
Per come è combinata la disomogenea - eterogenea realtà italiana (generale < > specifica), area molto permeabile di una generalità geopolitica, per noi persone disabili è INDISPENSABILE quanto segue: Necessitano altri INDIRIZZI, CONTENUTI, MODALITA’ da elaborare > proporre > realizzare operativamente. Pur apprezzando degli slanci di buona volontà, ma la formula del vecchio – generico “movimento” politico non è più adeguata. Essa non funziona non solo a causa di pur vere spinte individual – localistiche, includendo / escludendo gli “estremisti”. Certo, tutto questo sussiste, discende dalla nostra storia sociale (generale) e da particolarismi d’area antichi e rinvangati da talune “nostre” egemonie politiche. A sua volta tutto ciò è rinforzato da modelli indotti dalla ampollosità - privilegio di taluni sedicenti e notori leader tematici. Il nostro universo è costellato da troppi “verdi pascoli e castelli incantati” dove primeggiano Faraoni & Imperatori (seguiti da solerti Scriba – Mandarini). Pare quasi che meritiamo queste isole felici, questa risma di figure carismatiche…..
Andando alle ragioni di SISTEMA, esse sono riconducibili a quanto ho esposto in gran parte dei miei contributi prodotti negli ultimi tre anni per altro sito web. A questo si stratificano le macro questioni inerenti la notevole crisi della “forma partito” (con grandi differenziazioni, essa riguarda TUTTI), precisando che le grandi – piccole aggregazioni associative standard, secondo ogni tematica, sono costruite come modello interfacciato della forma partito. Infatti, eccetto…..eccezioni, anch’esse sono in crisi, malgrado questa sia celata da quell’ambiguità para – lavorativa definita “volontariato”.
Tutto questo comporta che certamente necessitiamo di altro, ma che sia NON la continuazione…..un “nuovo” con i medesimi criteri del vecchio e che pertanto in un modo o nell’altro si sommi con esso. Per favore, NON abbiamo bisogno di ciò, NON è opportuno concorrervi!!!
Ecco in estrema sintesi i motivi del dato di fatto che fino ad oggi NON è decollato ciò che si chiamerebbe “movimento per la V. I.”. Ostinarsi a non voler capire ciò e / o far finta di non capirlo può portare solo a perdite di tempo prezioso, fallimento!
Per come stanno i fatti ritengo di poter sostenere che a noi occorre ciò che definisco un Organismo Programmatico Comune, ovvero un qualcosa di segnatamente snello che sappia costruire un ‘ azione tra persone disabili che siano trasversali (provenienti - indipendenti) rispetto ad una serie di culture - riferimenti formalmente statuiti.
Specialmente in questa fase di prima elaborazione > proposta generale, OPC non risponde ad un acronimo associativo, ma ad un acronimo CONCETTUALE. Con esso si intende la nascita di un nuovo stare insieme organizzato in base ad un’aggregazione formalizzata per quanto basta e retta su un programma comune. Questi deve essere composto da pochi contenuti > obbiettivi ben delineati e rispondenti funzionalmente e rispetto alle modalità operative ed i loro tempi ponderati come necessari.
Circoscritte le necessità minimali di formalizzazione, comunque meritevoli di apposita riflessione di concerto con esperti in diritto, di guisa dovrà essere approfondita la spinosa questione dell’eventuale presenza > peso di quelle tante (troppe) rappresentanze altrove organizzate. A questo proposito è bene avere memoria del fatto che pregressi tentativi sono andati in fallimento a causa della NON sostenibilità di questi PESI – VINCOLI. Infatti quei tentativi furono fallimentari perché troppo legati a voler reiterare ostinatamente modelli passati – tradizionali. Si sappia che un nuovo paradigma è tale perchè si scontra con il vecchio paradigma ed è vincente perché rispetto a quello precedente riesce a dare NUOVE E PIU’ ADEGUATE RISPOSTE. Certo, è da contemplare che è inevitabile che assorba dal precedente modello alcuni tratti. Sta di fatto che ogni assolutista del vecchio “VS” del nuovo di questi tratti funzionali deve farsene una ragione!....
Entrando nel merito dei CONTENUTI PROGRAMMATICI ritengo di poter affermare che nei suoi criteri generali tale Organismo dovrà ispirarsi > operare PRO L’ESIGIBILITA’ DELLA NOSTRA C. ONU. Fatti propri quei contenuti, dovrà tradurli in atti politici DIMENSIONATI dando priorità alle seguenti questioni sostanziali:
I °) La Vita Indipendente autodeterminata – gestita come erogazione regolata e diffusa a livello nazionale nei suoi criteri generali (LIVEAS). In un fase successiva e / o (meglio ) collaterale dovrà agire in sede politica / giudiziaria per l’ESIGIBILITA’ de una V. I. intesa come ottemperamento universale dei DIRITTI UMANI - SOGGETTIVI delle persone disabili.
Tali indirizzi non devono escludere – precludere le necessità di chi NON può – NON vuole praticare la V. I. e necessita di altri supporti;
II °) Dovrà operare per una rapida riforma delle “indennità di accompagno – pensioni” perché si tratta di materia sostanzialmente – strategicamente collaterale all’esigibilità sistematica della V. I.
III°) Il recepimento a mezzo normativo degli ICF - OMS in quanto strumento “medico – legale” di portata sistematica.
IV °) Fra i suoi obbiettivi medio – lunghi dovrà avere la capacità di emergere come entità di controllo – indirizzo nell’ambito degli istituti previsti dalla C. ONU;
Evidentemente si tratta di punti programmatici dai caratteri fermi e minimali. Ad essi si potrebbe aggiungere (nei limiti del buon senso….) ma NON di certo togliere!
La presente costruzione NON è ESAUSTIVA e certamente è PRE – DISPOSTA ad ULTERIORI RIFLESSIONI – APPROFONDIMENTI. Anzi, necessita di ciò. Evidentemente, NON tende a confutare in forme manichee i contenuti altrui. Essa si rivolge a tutti quelli che reputano la realtà attuale come almeno….. INADEGUATA e si ritrovano nella necessità di costruire “un qual cosa” che dia risposte a BISOGNI & ISTANZE illuse, deluse, abbandonate e strumentalizzate. Malgrado i percorsi fortemente – aspramente CRITICI > ANTAGONISTICI di chi l’ha redatta (diciamo che quelli sono percorsi miei…), la presente proposta NON deve essere intesa in termini di azione contro, ma come azione a FAVORE. Esattamente, a favore innanzi tutto di quei quattro punti & corollari cui sopra, ovvero ciò che preme sulla produzione della nostra esistenza!
Tale proposta è rivolta a TUTTE (almeno gran parte) quelle persone disabili e non presenti in platea a Torino, includendo chi non ha potuto – voluto partecipare a quell ‘ evento.
Auspico che si possa aprire una discussione critica che sia FRANCA & COSTRUTTIVA, libera da paure e steccati ideologici – idiosincrasie personali. Certo, le ideologie esistono (non è vero il contrario), ma mutano, si confrontano – contaminano a condizione che non si cementifichino in dogmi totalitari - fondamentalisti. Rispetto all’altro aspetto vorrei essere sufficientemente chiaro e disincantato: Invito ad uno SFORZO (conatus) affinché ci si concentri sul CONTENUTO, indipendentemente se Claudio Roberti possa essere ANTIPATICO / simpatico | DISPREZZATO / apprezzato | INAFFIDABILE / affidabile | ODIATO / amato o meritare ALGIDA INDIFFERENZA (quanto di PEGGIO). Un percorso del genere è facilitato dal fatto che a differenza dei ”soliti noti” NON CHIEDO – MI IMPOSSEREI DI ”DELEGHE”, NON ACCAMPO – MILLANTO PRETESE DI “RAPPRESENTARE”, MEN CHE MENO DA POLITICANTE!!!.........
Anzi, in tema di mio ruolo odierno verso la disabilità mi interessa PREMINENTEMENTE di contribuire in termini di proporre nuovi saperi scientifico – culturali. Con questo mi riferisco ad un mio studio storico – sociologico iniziato circa 20 anni fa, da poco completato e su cui in questi giorni ho ricevuto giudizi molto lusinghieri da parte di un grande studioso di profilo accademico. Ritengo che nell’ambito della produzione intellettuale occorre una ricerca in merito alle nostre tematiche, quando ciò viene da uno di noi, meglio ancora.
Tornando al tema diretto, segnatamente il secondo paragrafo di questo scritto è mirato, esso si rivolge miratamente a Dino Barlaam ed a tutti coloro che si sentono ad esso vicini.
Auspico che a questo si risponda in primo luogo con un dibattito in rete ed a seguire un incontro plenario. Invito tutti coloro che ritengono di immedesimarsi in questa proposta (almeno su grandi linee) ad assumere iniziative confacenti.
NOTE
(*) Mio scritto introduttivo sul sito web di Consequor;
NOTA AL MARGINE: La Conferenza in parola è stata molto carente finanche in materia di scelte nell’alimentazione somministrata nei due giorni. Infatti, l’atto di presentare SOLO cibi secchi e ricchi di carboidrati > zuccheri > < grassi è stata infelice e speriamo non troppo insalubre. E’ notorio che a causa di varie ed a volte ovvie questioni, molte persone disabili hanno problemi di peso - glicemia – stipsi cronica. Visto che per quei vettovagliamenti sono stati spesi danari pubblici, sarebbe stato opportuno impegnarli diversamente.
Una mancanza di cultura, attenzione – rispetto che non a caso si incastona in quel dato quadro d’insieme.
